Gutenberg e il Balcone delle Marche

DOMENICA 3 GENNAIO, ORE 17.00

NELLA SALA “G.VERDI” del PALAZZO COMUNALE DI CINGOLI

SI TERRA’ LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO:

GUTENBERG E IL BALCONE DELLE MARCHE

a cura di GIUSEPPE MAZZINI

interverranno:

– il Direttore degli Istituti Culturali Cingolani, Dott. Luca Pernici

– il Sindaco di Cingoli, Sen. Filippo Saltamartini

– l’Assessore Comunale, Dott. Luigi Ippoliti

– la Prof. Simonetta Bernardi

il curatore, Prof. Giuseppe Mazzini

Scarica, cliccando qui, la locandina dell’evento

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… dalla  Presentazione di  Luca Pernici

E’ tutto un grande addio

Un giorno Gondrand passerà

Te lo dico io

Col camion giallo porterà

Via tutto quanto e poi

Più niente resterà

Del nostro mondo

Da, da, da, da, da, da …

(Paolo Conte, Fuga all’inglese)

Celebre è la narrazione platonica del dono della scrittura fatto dagli Dei agli uomini quale portentoso farmaco per salvaguardare la memoria e attraverso questa la vita.

Già, poiché non ci sarebbe vita – questo uno dei corollari del discorso platonico – senza memoria, senza quel custodire che garantisce il ricordare.

Ma anche la memoria, così come il vivere, è gravata inesorabilmente dallo scorrere logorante, lento ma ineluttabile, del tempo.

Nel consegnare e nell’affidare al segno scritto il proprio contenuto memorativo – ci riferisce Platone aver spiegato il Dio al saggio re Thamus – ogni uomo avrebbe invero potuto trovare la via, sola e unica, all’immortalità; a quella dimensione sicura, cioè, nella quale il tempo, nella sua impetuosa insaziabilità, non ha accesso.

La falce del vecchio barbuto Nume ha però, in qualche modo, sempre la meglio sugli stratagemmi di uomini e Dei, quali questi siano.

E’ tutto un grande addio, dice Conte… già!

Vince il tempo la vita. Vince il tempo la memoria, in cui la vita cerca rifugio. Vince il tempo la scrittura, in cui la memoria cerca salvaguardia. Vince il tempo la materia (pietra, papiro, pergamena, carta… ) sulla quale la scrittura trova il proprio luogo… in ciò aiutato anche dall’insondabile mutevole Fortuna e dalle mai assenti ignoranza e incuria degli stessi uomini… con il risultato che, prima o poi, più niente resterà del nostro mondo, del mondo dell’intera collettività degli uomini come di quello di ogni singolo uomo.

E’ insieme un dovere e una necessità, dunque, per l’uomo tutelare e curare la memoria, personale e della società e della civiltà in cui si vive.

Gli argini che Nicolò Machiavelli invitava a porre al dilagar della Fortuna, così che essa non «allagasse», soffocando il vivere umano, vanno posti anche all’avanzata devastatrice del Tempo.

Alla minaccia di inondazione di quest’ultimo sulla memoria cingolana e quindi sulla Cingoli di oggi Giuseppe Mazzini ha posto un argine con questa opera. Un’opera, frutto di passione e entusiasmo, di intelligenza e fatica.

Gutenberg e il Balcone delle Marche è un libro piacevole da sfogliare e gustoso da assaporare. La gran mole di immagini che lo compongono facilmente attraggono l’interesse, anche del lettore più pigro e malinconico. Ma non ci si lasci trarre in inganno da ciò, che pure è un aspetto importante del libro. Quest’opera di Giuseppe Mazzini è fondamentalmente – e questo il suo maggior valore – un’opera di storia. Un testo di storia cingolana, precisamente. Il frutto di un paziente e minuzioso lavoro di disboscamento di uno dei numerosi, non più solcati, impervi percorsi che conducono a una Cingoli che non c’è più.

Sotto i “torchi” della tipografia diretta dalla famiglia Mazzini è passata infatti una non esigua porzione della vita cingolana del cinquantennio centrale dello scorso secolo. Sui fogli impressi da tali “torchi” la civiltà cingolana di quel periodo si è depositata, trovando in qualche modo dimora nelle tracce d’inchiostro dei plumbei caratteri dei tipografi Mazzini, Aldo in primis.

Ripercorrere la produzione di questa importante bottega tipografica cingolana è dunque in qualche modo ripercorrere la Cingoli del periodo in cui tale produzione ha visto la luce.

Non posso che plaudire dunque a questa pubblicazione e nel farlo credo di rappresentare le intenzioni dell’Amministrazione comunale di Cingoli e dell’intera collettività cingolana.

Da par mio e a nome particolarmente del Sindaco Filippo Saltamartini e dell’intera Giunta municipale rivolgo un ringraziamento sincero a Giuseppe Mazzini. Grazie a lui il giorno in cui «Gondrand passerà» per portar via la memoria della cingolana Tipografia Mazzini e con questa di un pezzo di memoria della nostra comunità, ebbene… può attendere.  Sì, quel giorno può attendere!

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