Ritrovata la scomparsa “Biblioteca circolante in Cingoli”

Cingoli, 3 settembre 2009

       Una copia dello Statuto di fondazione del 1877, conservata nella civica Biblioteca “Ascariana”, era sino ad oggi l’unico segno tangibile della prima Biblioteca circolante cingolana, (l’altra, quella intitolata a padre Reginaldo Giuliani, sarà fondata molto dopo, nel 1934, per iniziativa del consiglio diocesano e probabilmente con volontà oppositiva), di cui si erano perse le tracce ormai da quasi un secolo (l’ultimo cenno a questa fu fatto da Eraclide Bartoli nella sua Guida di Cingoli del 1906).

      Sorta in quel periodo di fervente volontà di democratizzazione e liberalizzazione della conoscenza che fu il ventennio successivo all’unità d’Italia, per volontà di quella compagine di intellettuali cingolani che fortemente aspiravano all’ideale della laicità, e quindi della libertà della cultura e delle idee, la Biblioteca circolante in Cingoli (così il sigillo apposto sui volumi) segnò per la città il mettersi al passo con quella esigenza di progresso culturale e sociale, fortemente limitato sino ad allora dallo Stato pontificio, che animava la classe dirigente del neo-stato italiano.

      Di questa biblioteca, nonostante alcune ricerche effettuate, per oltre un secolo, sino ad oggi, nessuna traccia si era riuscita a rinvenire, tranne appunto quel su citato Statuto.

      E pensare che questo stesso Statuto recitasse, proprio per scongiurare una tale realtà, che in caso di scioglimento della società tutti i suoi volumi sarebbero dovuti confluire nella Biblioteca comunale.

      Ebbene oggi quella biblioteca è riaffiorata dal suo centenario oblio!

      Alcuni dei volumi quella costituenti, circa un centinaio, sono stati infatti individuati, fortuitamente, dal sottoscritto nel piccolo fondo librario della sala insegnanti della civica Scuola Media “E.Mestica”, passati inosservati per chissà quanto tempo alle centinaia di professori qui in meritata breve pausa. 

      Un ritrovamento importante. Un altro elemento del complesso edificio che è la storia della nostra città ritorna ad essere visibile.

 

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A seguire l’articolo relativo comparso sul Resto del Carlino del 6 settembre 2009

 

 

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